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Ricordo di Elena Rosato

    Domenica 21 settembre 2008 mi sono sentita onorata dell’invito fatto alla mia famiglia da Pinuccio Perugini per la presentazione del libro “Racconta ma’. Memoria del cuore”.
Mi sono sentita onorata  perché si trattava di un libro incentrato sulla figura della mamma di Pinuccio, la Signora Raffaella e dunque un testo intimo ed  introspettivo .
Ci siamo trovati nella casa di Pinuccio (quale altra cornice sarebbe stata più adatta ed opportuna?) e ho provato autentica emozione osservandolo abbracciare le zie,  i parenti e gli amici lontani che erano presenti per l’occasione, coloro i quali condividono con lui, ancora oggi,  il ricordo della sua mamma.
La mamma ! Un legame inscindibile che si crea nel momento stesso del concepimento e che non smette mai . Nemmeno dopo la morte.
Noi nasciamo, quindi siamo per prima cosa figli, con le nostre ansie, i nostri timori, le nostre insicurezze. E la mamma è sempre lì, con una buona parola, una carezza, uno sguardo a sostenerci, ad indicarci la via.
Pinuccio scrive:” La forza degli occhi, e, a volte, piccoli cenni con il capo”. E’ un linguaggio che ognuno di noi ha stabilito con la propria madre e che dura nel tempo perché quegli occhi, quello sguardo lo si cerca sempre, nella vita o nei ricordi di colei che non è più, per continuare quel legame inscindibile che lega una madre al proprio figlio.
Si legge nel libro del giorno del diploma di Pinuccio: egli è solo, non è andato nessuno ad abbracciarlo. E’ una solitudine che pesa come un macigno. Ma la stessa disperata solitudine sono sicura che l’abbia provata anche la Signora Raffaella  che non poteva lasciare il marito malato e che pensava sicuramente a quel figlio ,solo,  in quel giorno; quel figlio che era cresciuto in fretta, troppo in fretta perché la vita “ si era fatta improvvisamente matrigna”.
Eppure lei era lì nel cuore di suo figlio, nella mente di Pinuccio.
Dalla lettura del libro risulta chiaro come la Signora Raffaella sia stata e continua ad essere un punto fermo della vita di suo figlio: il punto di partenza di una vita fatta di sacrifici, successi, sconfitte e poi, di nuovo, vittorie. Non è facile essere genitore. Non è facile essere madre.
Io ho avuto la grazia di diventare  mamma di una bambina che adesso ha otto anni.
Quello che chiedo a Dio è proprio questo: essere, con mio marito, un punto fermo nella vita di mia figlia Maria Teresa, un porto dove tornare dopo la tempesta, il calore di un camino dove poter ritrovare il calore, essere insomma le sue radici, il suo passato. Perché un uomo che non ha passato, che non ha radici, non potrà avere nemmeno futuro.
Questo è l’insegnamento che traspare dalla lettura del libro di Pinuccio ma anche dalla sua stessa vita: il legame forte con il passato ci aiuta ad essere uomini proiettati nel futuro  che non dimenticano le proprie radici.
Scrive Marguerite Yourcenar: “ Si tratta di amore per la vita….Quando si ama la vita, si ama il passato perché esso altro non è che un presente sopravvissuto nella memoria umana”.


                                    ELENA ROSATO