Le cose che non si vedono

Pontelandolfo 28 agosto 2025

Dopo poco più di un anno dal mio primo arrivo a Pontelandolfo siamo riusciti a portare a termine il progetto che Antonio Del Ciampo e io ci eravamo messi in testa, quello di aprire un Cantiere nel suo paese, coinvolgendo gli abitanti nella “costruzione” di un film. Hanno partecipato in tantissimi e a ognuno di loro voglio molto bene.
Ce l’abbiamo fatta grazie soprattutto al gruppo folk Ri Ualanegli Pontelandolfo che mi ha accolto e ospitato facendomi sentire “scarpitto” tra “scarpitti”.
In tanti devo ringraziare, a cominciare dal Sindaco Valerio Testa e dall’amico Antonio Lese, ma non è questo il momento, stasera farò i ringraziamenti sperando di non dimenticare nessuno, nel caso mi scuso in anticipo.
Il film parte dal presupposto che anche raccontando un piccolo paese posto in una terra definita ingiustamente “d’abbandono” ci siano tante cose da dire, cose incastrate tra passato, presente e futuro. Chi conosce i miei lavori sa quanto io sia interessato al tempo e al giocare con lui, a Pontelandolfo ho trovato pane per i miei denti.
In particolare il passato di Pontelandolfo ha un ruolo storico tragicamente importante a causa dei fatti criminali di cui fu vittima nel 1861, anno sì della cosiddetta unità d’Italia, ma anche di orrori commessi dai “liberatori”.
A questi tragici fatti abbiamo dedicato una parte importante del film, ma non solo a questi, perché come è sempre giusto ricordare, Pontelandolfo è tante altre cose.
Il Cantiere è un modello di “costruzione” filmica che si richiama al cinema degli esordi, quando il cinema aveva la dimensione dell’atelier e non era ancora ingabbiato da aride logiche industriali. Un cinema che come un dialetto è inventato ogni giorno.
Parafrasando il poeta potremmo dire che:
C’è qualcosa di nuovo oggi nel cinema, anzi di antico.

Le cose che non si vedono. Cronache poetiche di Pontelandolfo.
Prima proiezione giovedì 28 agosto ore 21, Teatro de La Salle, Benevento. Ingresso libero.

Riccardo Manfredi 

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29 agosto 2025  tratto dal web

Ieri sera al teatro De La Salle di Benevento è stato proiettato il docufilm di Riccardo Manfredi ” Le cose che non si vedono” – cronache poetiche di Pontelandolfo.
Eravamo tutti lì, o meglio, il paese di Pontelandolfo si era trasferito nella sala di questo teatro di carattere parigino, antico e affascinante.
Eravamo tutti lì perché il regista ha creato un’opera coinvolgendo tutti i cittadini di Pontelandolfo, creando quel contatto umano che lentamente ma purtroppo inesorabilmente stiamo perdendo.
Come lui stesso ha sottolineato durante la presentazione del film, lavorare su questa opera ha permesso a persone che probabilmente non erano mai andate oltre un saluto, di recitare insieme, di creare un’arte viva.
Costruito con le caratteristiche del ” Teatro Cantiere” come ha spiegato Riccardo, sono arrivate al cuore e alla mente le immagini di questo paese, la sua drammatica storia come vittima dell’Unità d’Italia, i volti e le voci.
Io non sono un critico teatrale, non ne ho le basi nè le competenze, ma da spettatrice trovo che questo film sia un lavoro prezioso, curato e ricercato con una voce narrante (quella del regista) che ti prende per mano e ti accompagna in un viaggio lungo la storia a volte sconosciuta.
Riccardo è emiliano come me, con un forte legame con la nostra terra e con questo lavoro ha saputo tradurre in immagini delicate e drammatiche ciò che noi diamo per scontato: il luogo in cui abitiamo, il legame con questa terra, le persone che viviamo nel quotidiano e la storia che purtroppo non ci ha insegnato nulla.
Bravo Riccardo, è un lavoro ricercato che va custodito.
Alla prossima proiezione!

Elena Rosato