Nuova scoperta nel porto di Napoli

Nuova scoperta nel porto di Napoli: ritrovato il Beverellum l’antico fiume dell’acqua solfurea

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I lavori che si stanno effettuando nella stazione marittima del Molo Beverello a Napoli riportano alla luce la grande storia della città: dopo un molo risalente al periodo borbonico, scoperto un mese fa, in questi giorni è stato ritrovato il fiume Beverellum che portava l’acqua solfurea in città, l’antica acqua zuffregna

Altro ritrovamento importante nel porto di Napoli, nella zona del Molo Beverello dove l’Autorità Portuale di Napoli sta effettuando i lavori per la nuova stazione marittima. Un mese fa fu ritrovato un antico molo che risale probabilmente al periodo borbonico, un molo di 50 metri modificato dopo l’Unità d’Italia per ampliare l’aumento della domanda commerciale verso il porto vista la minor necessità di spazio militare.

In questi giorni è stato ritrovato anche l’antico fiume Beverellum, il corso d’acqua che portava la famosa acqua solfurea in città, l’antica acqua zuffregna. Un fiume che per secoli ha rappresentato una vera eccellenza della città ed era famoso in tutto il mondo per la sua acqua particolarissima.

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Antonio Pariante

Sembra che addirittura attorno al 1600, in epoca vicereale spagnola, arrivassero di continuo navi cisterna dalla Spagna perché l’acqua era particolarmente amata dai sovrani spagnoli.

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Antonio Pariante

E in città si ricordano ancora le due fonti pubbliche dove sgorgava questa preziosa acqua: la prima al Chiatamone, ora inglobata tra i grandi alberghi del lungomare e l’altra tra Palazzo Reale e il Maschio Angioino, ai cosiddetti Cavalli di Bronzo.

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La straordinaria scoperta nel cantiere del Molo Beverello ha fatto addirittura riapparire dopo 500 anni parte del fiume Beverellum ed è stata immortalata da Antonio Pariante, presidente del Comitato Portosalvo, che ha scattato anche molte foto.

L’acqua sulfurea di Napoli

L’acqua sulfurea di Napoli, dal sapore acidulo, quasi d’uvo marcio, era famosa perché veniva distribuita in città attraverso le caratteristiche “mummare”, le anfore di creta con due manici con un tappo di sughero con cui veniva prelevata e distribuita in città nei chioschi degli acquafrescai. L’acqua veniva presa da una fonte al Chiatamone e vi fu anche messa una lapide nel 1731 per regolamentarne l’uso gratuito.

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Era un’acqua minerale gassata, sempre frizzante e dal sapore ferroso, e si è trovata fino al 1973, quando in seguito del colera, le fonti furono chiuse per mancanza di continui controlli sanitari.

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Nel frattempo i lavori al Molo Beverello andranno avanti in attesa di qualche nuova scoperta. Una zona straordinaria di Napoli, porto della città già dai tempi degli antichi romani, come dimostrano le varie navi romane ritrovate a Piazza Municipio durante i lavori della Metropolitana.

 

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