Il primo “poeta” di tutti i tempi ? Una donna

Nel giorno dedicato alla poesia.
Il primo “poeta” di tutti i tempi di cui abbiamo testimonianza? Una donna, una principessa mesopotamica. La sua raccolta di lamenti poetici: «L’esaltazione di Inanna», ci è giunta in oltre cinquanta diverse copie su tavolette cuneiformi, a dimostrazione della sua popolarità e diffusione negli ambienti scribali dei maggiori centri sumerici. In essa è rievocato in termini allusivi e talora oscuri un evento drammatico della vita della sacerdotessa, la sua cacciata da Ur e il suo esilio:
«In un antro della steppa», dove «la luce intorno a me è oscurata, le ombre avvolgono lo splendore del giorno, che è offuscato da una tempesta di sabbia, quando la mia bocca dai suoni (un tempo) incantevoli è stravolta, le mie elette sembianze sono ridotte in polvere».
Enkheduanna, che era denominata Ninmesharra (letteralmente Signora di tutti i me, cioè di tutti poteri divini), era figlia del grande Sargon, il fondatore della dinastia di Akkad e del più antico impero della storia, che iniziò il suo lungo regno negli anni attorno al 2340 a. C. Principessa di sangue regale della più gloriosa dinastia della Mesopotamia, grande sacerdotessa di uno dei più venerati santuari del Paese di Sumer, il tempio del dio-luna Nanna della città di Ur, personalità di impegno politico intenso in decenni cruciali dell’antichissimo Oriente preclassico. Enkheduanna visse negli anni attorno al 2300 a. C. nelle terre apparentemente desolate, ma potenzialmente fertilissime, della piana alluvionale dell’Eufrate e del Tigri, nell’area più meridionale dell’odierno Iraq.

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Maria  Pia