Plastica, cambia tutto

Plastica, cambia tutto: cosa non si può più usare dal 3 luglio
2 Giugno 2021
Lascia perplessi in molti la direttiva dell’Unione Europea che a partire dal 3 luglio mette al bando tutti i prodotti realizzati in plastica, anche quelli biodegradabili
Alessandro Imperiali

Entro il 3 luglio i Paesi dell’Unione Europea saranno obbligati ad attuare la direttiva antiplastica “Sup” che sta per Single use plastic.

Con questa misura si cerca di frenare l’inquinamento che in primis colpisce il mare. Stop quindi, come già annunciato qui su Il Giornale, a tutti i prodotti realizzati con essa che hanno funzione monouso e a tutti quelli fatti con plastica oxo-degradabile, vale a dire lo stesso materiale ma con l’aggiunta di additivi che ne accelerano la frammentazione e scomposizione.

Concretamente, spiega il Corriete.it, tutto ciò che è stato utilizzato fino ad oggi dalla stragrande maggioranza delle persone per le feste, a partire dal 3 luglio, sarà vietato: basta palloncini, bottiglie con capacità fino ai tre litri, tappi, coperchi, tazze in polistirolo espanso, posate, cannucce e piatti. Gli unici prodotti a sfuggire dalla stretta sono quelli riutilizzabili che, di conseguenza, andranno a perdere la loro funzione “usa e getta”.

Costretto a reinventarsi anche il settore del packaging alimentare dal momento che i contenitori nel quale viene portato a casa delle persone il cibo non potrà più essere di plastica oxo-degradabile ma solo di carta o al massimo di plastica biodegradabile al 100%.

Vietati anche gli assorbenti igienici, i tamponi, gli applicatori di tamponi e le salviette umidificate. Cambieranno anche i filtri delle sigarette. Divieti anche nel mondo della pesca, al bando tutti gli attrezzi che contengono plastica. E menomale dal momento che ogni anno, secondo Greenpeace, sono più di 640mila le tonnellate di plastica, tra lenze e reti, che vengono abbandonate negli oceani. Queste in realtà, nonostante si continui a puntare il dito contro le cannucce o i piatti di plastica, sono i veri colpevoli dell’inquinamento dei mari.

Sono diverse però le voci critiche. La prima è quella di Giancarlo Giorgetti, ministro per lo Sviluppo economico, che ha ipotizzato una riserva sull’entrata in vigore della direttiva auspicando tempi diversi per la fine della produzione di prodotti come bicchieri e piatti di carta. Dubbioso anche Roberto Cingolani, ministro della Transizione ecologica, il quale fa notare il comportamento ambiguo dell’Unione Europea: “L’Europa ha dato una definizione di plastica stranissima, solo quella riciclabile, tutte le altre anche se sono biodegradabili o additive, non vanno bene” eppure “l’Ue sta finanziando grandi progetti europei per sviluppare plastiche biodegradabili”.

Dello stesso avviso anche Fratelli d’Italia il quale, attraverso le figure di Nicola Procaccini, Carlo Fidanza e Pietro Fiocchi, ha spiegato: “La direttiva Ue sulle plastiche monouso è totalmente incoerente con gli investimenti pianificati dalla stessa Ue e dannosa per molte aziende italiane che hanno investito risorse e tecnologie sul biodegradabile”.

Salini di Forza Italia la considera una decisione incomprensibile che “infliggerà un colpo durissimo ad un settore che garantisce 50mila posti di lavoro”.


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Plastica, così l’Europa penalizza le aziende italiane
2 Giugno 2021

Finite al centro delle polemiche le linee guida della Commissione europea sulle plastiche monouso che colpiscono anche i prodotti in carta. L’Italia si dovrà adeguare entro il 3 luglio ma la politica è in subbuglio
Elena Barlozzari

Dall’Unione europea arriva l’altolà alle plastiche usa e getta. Bastoncini cotonati, posate, piatti e cannucce sono alcuni degli articoli finiti nella black list europea che include anche bicchieri e contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso e tutti i prodotti in plastica oxodegradabile. Si tratta di prodotti per i quali “esistono sul mercato alternative convenienti senza plastica”.

La strategia europea prevede anche la riduzione del consumo di attrezzi da pesca, sacchetti monouso, bottiglie, piatti e bicchieri in carta anche se con un solo strato di plastica e via dicendo. Servirà, assicurano da Bruxelles, a diminuire i rifiuti marini e promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli di business, prodotti e materiali innovativi e sostenibili. Le novità sono contenute nelle linee guida adottate dalla Commissione europea per l’applicazione della direttiva sugli articoli monouso in plastica, la 904 del 2019, anche conosciuta come Sup (Single use plastic).

Sulla svolta ecologista il vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo Frans Timmermans ha dichiarato che: “Ridurre l’uso della plastica monouso aiuta a proteggere la salute delle persone e del pianeta. Le regole dell’Unione europea sono un traguardo fondamentale nell’affrontare i rifiuti marini. Stimolano anche modelli di business sostenibili e ci avvicinano ad un’economia circolare dove il riutilizzo precede l’uso singolo. Questo è l’obiettivo del Green Deal europeo: proteggere e ripristinare il nostro ambiente naturale, incoraggiando al contempo le imprese ad innovare”.

Gli Stati membri si dovranno adeguare entro il 3 luglio, ma a ridosso della scadenza in Italia sono tante le voci critiche. A partire da quella del ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti che, il 27 maggio, aveva ipotizzato una “riserva” sull’entrata in vigore della direttiva, auspicando “un ripensamento e una diversa tempistica nell’uscita dalla produzione di prodotti come bicchieri e piatti di carta”. Anche per il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, come ricorda Il Fatto Quotidiano, la direttiva sarebbe “assurda”. “L’Europa ha dato una definizione di plastica stranissima, solo quella riciclabile, tutte le altre, anche se sono biodegradabili o sono additivate di qualcosa, non vanno bene”, ha spiegato il ministro nel corso di un webinar. Allo stesso tempo, ha sottolineato ancora Cingolani, “la Ue sta finanziando grandi progetti europei per sviluppare plastiche biodegradabili”.

Sui segnali contrastanti lanciati dall’Unione si sono concentrati anche gli europarlamentari di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, Carlo Fidanza e Pietro Fiocchi, che chiedono al governo di esercitare il diritto di riserva, impedendo l’entrata in vigore della direttiva: “La direttiva Ue sulle plastiche monouso è totalmente incoerente con gli investimenti pianificati dalla stessa Ue e dannosa per molte aziende italiane che hanno investito risorse e tecnologie sul biodegradabile”. “È inconcepibile – denunciano – che la linea strategica su cui l’Europa sta più puntando anche in termini economici per il futuro, la cosiddetta transizione ecologica, continui a essere guidata da criteri che obbediscono a posizioni ideologiche e non invece ai reali interessi dei cittadini e dei territori”.

“È pura follia colpire l’industria alle soglie della ripartenza”, avverte l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini. Le linee guida emanate dalla Commissione, prosegue l’esponente azzurro, “rischiano di infliggere un colpo mortale all’industria italiana del packaging cartaceo. Senza alcun passaggio parlamentare o confronto con le categorie economiche, introducono nuovi obblighi assolutamente imprevisti: dal 3 luglio metteranno al bando non solo tutti i prodotti già inseriti nella direttiva ma anche quelli monouso in carta ricoperti da un velo di plastica, come piatti e bicchieri”. “Una decisione incomprensibile, ideologica e dannosa, che – continua Salini – infliggerà un colpo durissimo ad un settore che garantisce 50mila posti di lavoro”.

Ci aveva visto lungo l’europarlamentare della Lega, Danilo Oscar Lancini, che ha battagliato contro la direttiva sin dalla sua emanazione. “Ho combattuto in commissione Ambiente, ho partecipato a convegni e ho scritto personalmente una lettera agli allora ministri dell’Ambiente Costa e del Lavoro Di Maio, un appello caduto colpevolmente nel vuoto”, spiega Lancini. Le sue conclusioni sono lapidarie: “Un settore molto importante per la nostra economia, con un giro d’affari per 1 miliardo di euro, purtroppo è già stato irrimediabilmente compromesso”.