Il ministro Giannini: “Scuole aperte anche d’estate e la domenica”

Il ministro Giannini: “Scuole aperte anche d’estate e la domenica”

Il piano del governo per tenere le scuole sempre aperte. Sul piatto 10 milioni di euro. Ma servirà davvero ad attirare gli studenti in classe?
Sergio Rame

“Istituti aperti durante l’estate, per i ragazzi che restano a casa e che, inevitabilmente, finiscono a passare le giornate per strada”.
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini

In una intervista al Messaggero, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini illustra il progetto “Scuola al Centro”, illustrato Al G7 su educazione e ambiente a Tokyo. Il progetto coinvolge scuole medie e superiori. E servirà ad andare incontro ai “ragazzi dei quartieri più disagiati di Milano, Roma, Napoli e Palermo”.

“Napoli, per esempio, si contano 541 istituti. Di questi, 275 sono in zone considerate a rischio. Alla città andranno 4 milioni e 100mila euro”. La Giannini è pronta a mettere sul tavolo 10 milioni di euro. I professori non sono obbligati a lavorare per forza. “Chi vorrà parteciperà – spiega il ministro – ricevendo un compenso, ma non molto alto”. Quanto ai ragazzi, non andranno a scuola per studiare: “Pensiamo allo sport, a scuole di musica, teatro. Ma anche vari laboratori artistici. Tutto quello che potrebbe interessare i ragazzi, farli divertire e toglierli dalla strada”.

Per coprire economicamente il progetto “Scuola al Centro”, la Giannini pensa di utilizzare i fondi europei destinati alla dispersione scolastica. “Prevediamo che il progetto possa essere esteso anche ad altre città ed altri istituti in zone o quartieri complessi – spiega al Messaggero – l’esempio potrà essere seguito individuando gli istituti che, aprendo le porte quando normalmente sono chiusi, possano accogliere anche chi a scuola non ci va mai”. Nello stesso solco il governo sta valutando la possibilità di aprire le scuole anche la domenica. “Se il progetto che sperimenteremo quest’estate andrà bene, perché no? – conclude la Giannini – una volta avviata la rete si potrà pensare anche