Elogio della memoria

 

Nicola Zitara, Antonio Ciano, Pino Aprile, Lorenzo del Boca e moltissimi altri onesti cercatori di verità, vi hanno raccontato che cosa è stato fatto al Regno Borbonico, o Duosiciliano dal 1860 ad oggi per ridurlo nella condizione di ‘sud’, questo libro “Perdonate signore questa è la mia patria. (Perché siamo come siamo)” vi spiega invece con l’ottica della psicoanalisi perché tutto questo è stato fatto, e si continua a farlo, ma anche come uscirne, se lo si vuole. E le ragioni non sono quelle economiche, che restano valide sì, ma come accessorio vantaggioso. Un punto di vista ed una lettura nuovi di un problema annoso. Copie esaurite su Amazon, ancora presenti su IBS e Bottega due Sicilie.

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“Quando ho scritto questo libro gli amici, incuriositi, mi chiedevano di cosa trattasse e mi è sempre riuscito difficile rispondere brevemente, perché non è un lavoro ‘lineare’; procede a zig-zag tra Storia negata, violenza taciuta ed esplorazione psicologica, intrapresa per comprendere le ragioni che portano i singoli individui, riuniti in popoli e nazioni, a compiere le loro azioni. Non è quindi un libro di Storia, anche se la storia c’è, né un testo sulla violenza, anche se la violenza c’è, né di pedagogia, e anche quella c’è. E piuttosto una ricerca delle ragioni psicologiche ed educative per cui un singolo o un popolo diventa violento o non lo diventa, così che la sua storia evolve in un modo piuttosto che un altro. Trattandosi di un lavoro ispirato dalle vicende che videro il Regno Borbonico scomparire dalla cartina geopolitica per diventare un generico Sud Italia diviso in regioni, noterete che sono emotivamente ‘di parte’, essendo quel regno la mia ritrovata Patria originaria, ma questo non mi ha impedito di riportare i fatti in modo obiettivo, così come li ho trovati, anzi… come il mio paziente me li ha raccontati”. “Stea fa una psicanalisi dell’Unità d’Italia, con visioni e strumenti mai adoperati. Questo induce a dover guardare le cose senza veli, con durezza, a non potersi salvare nel compromesso della ragion di Stato, o storica… Il risultato fu la nascita di una colonia e di una popolazione che ha sentimenti, opinioni (specie di sé) e un agire in tono minore, e a quella minorità vengono abbassati i diritti, l’attenzione del Paese, persino la stima (e l’autostima, ovvio), il rispetto, in una sorta di cittadinanza amputata.” (Dalla prefazione di Pino Aprile)

 FONTI

 

COME SIAMO DIVENTATI ” ITALIANI” ?

(Per la gioia di quelli che ‘…e le fonti??’)

Da un articolo di Anna Ascenzi, Dipartimento di Scienze dell’Educazione e della Formazione, Università degli Studi di Macerata (Italy) riportiamo questo testo scritto per i maestri, per indicare loro che cosa avrebbero dovuto insegnare ai nuovi sudditi da poco conquistati (a fil di baionetta)

“….l’Istruzione ai maestri delle Scuole primarie sul modo di svolgere i programmi approvati col R.D. 15 settembre 1860”, redatta dall’ispettore generale degli studi tecnici e primarie delle scuole normali Angelo Fava, e pubblicata con la circolare ministeriale del 26 novembre 1860, identificava chiaramente la «storia nazionale» con la storia dei sovrani sabaudi, specie laddove precisava che l’insegnamento storico avrebbe dovuto contribuire a fornire ai fanciulli «una prima idea della storia nazionale», attraverso lo studio «dell’origine della R. Casa di Savoia; la lega Lombarda; le gesta principali di Amedeo V, VI, VII, VIII, di Emanuele Filiberto, di Carlo Emanuele I, di Vittorio Amedeo II, del Principe Eugenio, di Carlo Emanuele III; di Carlo Alberto e di Vittorio Emanuele II». Alla storia dinastica di Casa Savoia avrebbe dovuto essere associata anche la conoscenza di «alcune altre corte biografie di scrittori ed artisti che onorano il nome italiano, o meritano di essere in particolar modo ricordati in ciascuna città e provincia d’Italia»

Dopo la ‘conquista’ del regno duosiciliano ed il ‘riordino’ del nuovo Stato, a distanza di qualche anno dal 1861 a causa della perdurante opposizione dei cittadini duosiciliani recalcitranti ad essere felici dell’annessione al Piemonte, si sono riorganizzate le scuole, da sempre fucina del mondo che si vuole costruire (almeno fino all’avvento delle televisioni). Quindi, come ammesso pubblicamente dalla massoneria artefice di questa operazione di cosiddetta unificazione, si è cominciato a ‘costruire’ gli italiani. E come? Insegnando loro a cominciare dalla tenera età che dovevano imparare, a colpi di frusta che prima non avevano mai ricevuto, la Storia del Piemonte e dei Savoia, i nuovi regnanti, come se fosse stata da sempre la propria storia. Insegnamento al Falso e alla mistificazione, perché tu bambino che hai vissuto nel regno borbonico e non hai mai sentito nominare Vittorio Emanuele o Cavour, ora devi ripetere a pappagallo ciò che il maestro ti dice di loro ‘come se’ fossero da sempre i tuoi governanti, e guai se sbagli qualcosa! Sono botte da orbi!

Nel regno borbonico le punizioni corporali, ossia le botte, erano proibite, ma ormai il re Borbone non c’è più, il suo esercito è stato annientato, nel senso più letterale, viste le deportazioni nelle carceri piemontesi e le fucilazioni; ogni struttura che avrebbe potuto difendere il cittadino è stata occupata dagli invasori o dai loro sostenitori locali, spesso dei delinquenti, come testimonia nelle sue memorie il conte Alessandro Bianco di Saint Jorioz, piemontese venuto a combattere contro di noi, “[…] Il Piemonte si è avvalso di esuli ambiziosi, inetti, servili, incuranti delle sorti del proprio paese e preoccupati soltanto di rendersi graditi, con i loro atti di acquiescente servilismo a chi, da Torino, decide ora sulle sorti delle province napoletane. E accanto a questi uomini, adulatori e faziosi, il Piemonte ha posto negli uffici di maggiore responsabilità gli elementi peggiori del paese(…) negli uffici sono ora soggetti diffamati e ovunque personale eterogeneo e marcio che ha il solo merito di essersi affrettato ad accettare il programma Italia e Vittorio Emanuele ed una sola qualità: quella di saper servire chi detiene il potere.” quindi il bambino e l’adulto in questa situazione, cosa possono fare? Molti hanno combattuto, e a lungo, per riportare al loro posto i propri governanti, ma non ce l’hanno fatta, così hanno incominciato ad emigrare, una emorragia spaventosa. Chi è rimasto ed è sopravvissuto, per continuare a vivere, seppur male, ma vivere, si è adeguato. Come fanno tutti gli esseri viventi in cattività “Toma…che bella toma”. C’è un dolore infinito dentro di noi discendenti da questi antenati e non ce ne libereremo finché non avremo riconosciuto fino in fondo quanta violenza abbiamo subito, non solo quella fisica ma soprattutto quella morale, a scuola, dove invece di insegnarti la bellezza del sapere ti insegnano a mentire, a negare te stesso, la tua vera storia e i tuoi antenati.

 

ELOGIO DELLA MEMORIA
318323416_566090555522344_8962322286422967833_nUna delle patologie più temute della nostra epoca, dopo il cancro, è il morbo di Alzheimer, in seguito al quale l’individuo perde progressivamente la memoria e non riconosce più le persone care, non ricorda gli avvenimenti della sua vita, alla fine non sa più chi è. Un Alzheimer collettivo è quello che da 162 anni si cerca di indurre nel popolo duosiciliano, da 162 anni definito ‘meridionale’ proprio a sottolineare che non ha identità. È come se una persona la chiamassimo genericamente ‘donna’ o ‘uomo’ senza un nome e senza un cognome che lo individui tra i miliardi di esseri umani. Ma ve lo immaginate voi se questo oblio di sé fosse stato proposto agli ebrei? Un popolo che invece annota ogni avvenimento dalle origini ai giorni nostri. La Bibbia non è altro che l’annotazione degli avvenimenti che li riguardano, è il libro della loro Storia fino alla nascita del loro, disconosciuto, Messia. Da quel momento in poi la loro storia si divide in due tronconi, l’ebraico e il cristiano, ma quelli che sono restati nel tronco ebraico hanno continuato ad annotare e serbare la storia di tutto ciò che gli accade così come avevano sempre fatto, e sono rimasti un popolo forte. Sempre più forte in realtà. Il popolo duosiciliano, sottoposto all’abrasione ed alla negazione della memoria, alla sostituzione della sua vera storia con una fasulla, dove si colloca nel panorama dei popoli ? Non c’è, non esiste, non sa più chi è proprio come un malato di Alzheimer, e vaga alla ricerca di una identità, che spesso (pur di averne una) prende a prestito da chi lo ha ridotto in queste condizioni.
Cos’altro sono i ‘meridionali’ di oggi se non una massa di smemorati come tanti malati di Alzheimer strattonati ora da uno ora dall’altro per prendergli quel poco o tanto che ancora possiede? Vi scandalizzate tanto quando un anziano, uomo o donna, viene raggirato da qualche furbacchione che gli professa amore e attenzione, a volte soltanto via internet, nemmeno di persona, per prendergli i risparmi o fargli fare quello che vuole, e restate impassibili di fronte alla manipolazione di questa massa di ‘meridionali’ smemorati e pronti a farsi spellare da chiunque gli dica di avere a cuore le sue disgrazie, e gli dice di volerlo aiutare…mentre gli prende anche la sedia da sotto al culo! Lo vediamo sostenere addirittura gli eredi di quei massacratori che gli tolsero l’indipendenza, la dignità e l’identità, quando non riuscirono, o non reputarono utile, togliergli anche la vita. Lo scempio di questo popolo privato della sua coscienza di sé grida vendetta al cielo! Un popolo che era fiero di sé, orgoglioso della sua cultura aperta alla vita, alla gioia, alla conoscenza, amante della pace e del bel vivere in armonia con il creato, cultore delle Arti e delle Lettere, nonché della scienza e della medicina, patria della musica e del bel canto, capace di eccellere in tutto e dovunque, ora striscia davanti a chi lo sottopose a questo trattamento di lobotomizzazione per ottenere una parvenza di permesso di esistere all’ombra ‘benevola’ del suo lobotomizzatore. Levatevi Furie sopra questa terra e avventatevi feroci su chi ha compiuto questo scempio!!! svegliate i dormienti che piatiscono un cenno di attenzione dagli ‘infermieri’ sfruttatori a cui si affidano inermi perché inconsapevoli. Levatevi Furie e calate su di loro. Liberate dal morbo il mio popolo!! svegliatelo!! fate che recuperi, anche se con dolore, la memoria, la consapevolezza di sé, della sua grande Storia. Al primo impatto doloroso per essere stato tanto a lungo e tanto crudelmente ingannato non potrà che seguire la gioia di essere al centro della sua vita, padrone di sé e non più in balia dei ‘badanti’ interessati a tenerlo smemorato. Spezzate le catene, o Furie, che tengono, grazie all’oblio, queste vittime incatenate ai loro carnefici. Prendeteli per le spalle e scuoteteli dal loro torpore! Tirateli fuori dalle nebbie degli immemori in cui vagano aggrappandosi a chiunque si dichiari falsamente amico o ‘protettore’…e faremo finalmente festa insieme a chi davvero ci vuol bene e da tempo ci aspettava per essere riconosciuto un vero ‘fratello’ e amico. Festeggeremo o Furie, e anche voi avrete riposo. Ma adesso no, non datevi pace, e scacciate la falsa identità da questa gente, scacciate l’oblio dalle loro menti. E dai loro cuori.