I segreti alle Due Porte all’Arenella

I segreti alle Due Porte all’Arenella

Un antico percorso presente sulla mappa del duca di Noja e sulla pianta Arenella 1870

Arte e Cultura

Articolo di Annunziata Buggio

Quali segreti cela le Due Porte all’Arenella? Una Cappella Templare, sarcofagi gotici emblematici e i presunti resti della misteriosa Accademia dei Segreti di Giambattista Della Porta.

Cosa c’entrano i Templari, San Gennaro e Giambattista Della Porta, legati al nome di una chiesa in via alle Due Porte all’Arenella? Facciamo un passo alla volta.

Il vero volto di San Gennaro: tra leggenda e miracolo

La Chiesa o per meglio dire Cappella di Santa Maria Porta Coeli e di San Gennaro, sita al vico Molo alle Due Porte all’Arenella, se pur piccola per dimensione, è da considerarsi un vero gioiello storico-artistico e archeologico di Napoli; ma c’è di più: si ipotizza che fra i sotterranei della chiesa si celerebbero i presunti resti della misteriosa e perduta Accademia dei Segreti, fondata nel XVI secolo da Giambattista Della Porta, celebre scienziato, letterato e alchimista, che qua vi abitava.
Inoltre tra gli antichi sotterranei della chiesa, ben visibili, sono custoditi misteriosi sarcofagi in stile gotico, appartenenti alla Cappella sepolcrale dei Di Costanzo e quasi del tutto dimenticati.

Dal 1°Novembre 2016, la Cappella di Santa Maria Porta Coeli e di San Gennaro è stata ufficialmente consegnata in comodato d’uso per attività di Solidarietà e Volontariato, dalla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, ai fratelli dei Poveri Cavalieri di Cristo i Templari Jacques De Molay che si sono impegnati a ripristinarla e aprirla al culto religioso dopo oltre 30 anni dalla sua chiusura, poiché caduta in un forte stato di abbandono.
Oggi il luogo sacro chiede di essere vissuto dalla comunità e da semplici cultori e appassionati studiosi. Fra i suoi tesori si annovera una tela di Pacecco De Rosa «San Gennaro intercede presso la Vergine per la salvezza di Napoli» in memoria del miracoloso prodigio del Santo Patrono che arrestò l’eruzione del Vesuvio del 1631.

L’origine del borgo e della chiesa

La chiesa fu fondata nel 1664 dalla nobildonna Isabella di Costanzo, come suggerisce la lapide ben leggibile posta sulla facciata; erede di Cinzia Della Porta, figlia di Giambattista Della Porta. Dalla sua biografia si apprende che Isabella aveva sposato il nobiluomo Alfonso Di Costanzo, rampollo di una delle famiglie originaria di Pozzuoli e tra le più prestigiose del Regno di Napoli.

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