Gli assegni di invalidità sono troppo bassi

Esplode la bomba pensioni. Il verdetto: “Aumentate quelle di invalidità”

La Consulta non ha dubbi: gli assegni di invalidità sono troppo bassi. Gli importi dovranno crescere. Ecco le nuove cifre
Alessandro Ferro – Mer, 24/06/2020 

La legge “non assicura i mezzi necessari per vivere”. Si è espressa così la Consulta sulle pensioni degli inabili al 100%, affermando che “285,66 euro mensili, previsti dalla legge per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità, non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita”, ritenendo quindi violato il “diritto al mantenimento” che la Costituzione, con l’articolo 38, garantisce agli inabili.

La decisione della Corte Costituzionale è stata resa nota oggi dopo una camera di consiglio svolta nella giornata di ieri quando è stata esaminata una questione sollevata dalla Corte d’appello di Torino, di cui ci siamo recentemente occupati sul nostro giornale, circa i dubbi di legittimità costituzionale di due aspetti inerenti alcuni benefici riservati ai cittadini invalidi al 100% costretti a non poter lavorare e guadagnare il necessario per condurre un’esistenza dignitosa.
“Assegno mensile inadeguato”

Il caso che ha dato origine alla decisione riguarda una persona affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno. La Corte ha ritenuto che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i “mezzi necessari per vivere” e quindi violi il diritto specificato sull’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”, come riportato dall’Agi.
“Incremento al milione assicurato agli invalidi totali”

Il cosiddetto “incremento al milione” delle vecchie lire (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto, per vari trattamenti pensionistici, dall’articolo 38 della legge 448/2011, deve essere anche “assicurato agli invalidi civili totali, di cui parla l’articolo 12, primo comma, della legge 118 del 1971, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età, attualmente previsto dalla legge”.

Dalla Corte Costituzionale spiegano che “questo incremento dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro”. La Corte ha stabilito che la propria pronuncia “non avrà effetto retroattivo e dovrà applicarsi soltanto per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale”.

Rimane valida, secondo la Corte, la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, “purchè idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione”.