Diario di Carlo Perugini 2018- Bagnoschiuma a Soeul III

Non ho mai avuto un buon rapporto con le commesse dei supermercati qui in Corea.
Ho cercato di migliorarmi, lo giuro. Ma proprio la cosa non funziona.
Dovevo comprare una bottiglia di bagnoschiuma x la doccia. Non lo porto mai con me nel bagaglio perché ingombra e poi si versa nella valigia creando un vero disastro.
Preferisco comprarlo quando arrivo a destinazione. Normalmente è una operazione semplicissima. Per me no. Non qui, comunque.
Entro in un grande supermercato e mi metto alla ricerca del reparto bagnoschiuma. Capisco dopo alcuni giri a vuoto che la zona alimentari è a sinistra del corridoio principale mentre le cose diverse sono a destra. Poi capisco che quello che io cerco si trova tra i detersivi e i cosmetici. Infine trovo lo scaffale.
Ci sono circa 1500 flaconi tra shampoo e bagnoschiuma dai colori sgargianti e etichette incomprensibili. Ne afferro uno a caso e continuo lo shopping.
Poi vado alla cassa. Faccio la fila, unico occidentale tra le massaie coreane, e al mio turno dispongo i miei acquisti sul nastro della cassa.
Tutto sembra procedere bene. Ma il diavolo si annida tra i dettagli. Quando prende il flacone del bagnoschiuma la commessa si blocca e mi dice qualcosa in coreano stretto che non capisco. Le chiedo, gentilmente, di parlare in inglese ma è lei a non capire adesso. Lei continua ad agitare il flacone sotto il mio naso, ma il motivo mi è oscuro. Intanto la fila alle mie spalle da segni di impazienza.
Siamo all empasse, la situazione non ha vie d’uscita.
Poi la commessa mi indica di tornare al reparto e io capisco.
Quel bagnoschiuma fa parte di un’offerta uno+uno paghi uno.
Ho capito e cerco di spiegarle che l’offerta non mi interessa. Voglio un solo flacone, non mi importa il prezzo. Lei mi dice di no. Non può battere un flacone alla cassa al prezzo di due. Mi chiede con insistenza crescente di andare al reparto e prendere un’altro flacone.
Volevo spiegarle che anche se fossi riuscito a ritrovare il reparto e lo scaffale, io sono daltonico e mai avrei riconosciuto il flacone gemello ne dal colore ne, tantomeno, dalle scritte in Coreano.
La fila dietro di me era sempre più nervosa.
Alla fine lei ha chiamato una collega della supervisione e deve averle detto suppergiù: “ C’è questo scemo occidentale che non capisce niente “ per favore vai a prendere un’altro bagnoschiuma….
Io fischiettavo indifferente.
Sono tornato a casa con due flaconi e la prossima volta cambierò supermercato….

Carlo Perugini

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