Landolfo d’olio

Landolfo d’olio

 

La gloria della costruzione di Pontelandolfo, spetta essenzialmente ai Monaci Cassinesi,  che tramite l’Abate Giovanni del monastero di San Lupo e di san Zosimo, in Benevento ma dipendente dal cenobio di Montecassino, ottennero, nell’anno 980, la concessione dalla quale si ebbe origine la fondazione del Castello di Pontelandolfo, al cui interno delle mura vennero elevate le prime abitazioni del paese, che  – narra lo storico Giovanni Pontano – l’Abate stesso, poi, per gratitudine al principe Landolfo, largitore della terra, appose ad esso il nome di Pons Landulphi – Ponte di Landolfo. Che il fatto sia storicamente vero, si desume dal diploma originale della nominata concessione citato dall’Abate Ughelli in Italia Sacra, volume III, e trae anche valore dall’antica usanza contradaiola di calzare le ciocie di San Germano – l’odierna Cassino – sede principale dell’Ordine dei Monaci Benedettini; dal popolarissimo giuoco della ruzzola del formaggio praticato durante il Carnevale e dall’accentuazione ciociarofonica del dialetto: maniere di vita introdotte nel territorio pontelandolfese dai primi coloni, oriundi della Ciociaria, portati dai Monaci Cassinesi a coltivare queste terre, al tempo della edificazione del paese. Ed è proprio da quel tempo remoto, che Pontelandolfo diviene terra a vocazione agro-pastorale, terra di infinite costumanze, terra per antonomasia del folclore, terra di uliveti, di uliveti dai riflessi argentati che si distendono a migliaia sui dolci declivi collinari. L’olio tipicamente di oliva ortice, è l’ingrediente principe della tradizione agroalimentare della ridente comunità sannita. Il Prodal – Centro Regionale di Competenza Produzioni Agroalimentari dell’Università di Salerno sede di Fisciano, su richiesta del prof. Giorgio Donsì, qualche tempo fa, esaminava un campione di olio prodotto a Pontelandolfo. L’analisi venne sottoposta alle indagini previste dal Regolamento Comunitario, per constatarne la conformità alle caratteristiche di olio extravergine di oliva. Il report finale, sottoscritto dalla professoressa Giovanna Ferrari, presidente del Prodal, stabiliva che l’olio prodotto sui dolci pendii collinari pontelandolfesi, rientra nell’ambito degli oli extravergini di pregio presenti in commercio. L’olio, dunque, come risorsa agroalimentare, anche in prospettiva futura di crescita economico-occupazionale, sarà oggetto di esaltazione, nell’ambito della 2° edizione dell’evento “Landolfo d’Olio”, promosso dalla locale sezione della Coldiretti del presidente Filomena Varrone, con la compartecipazione, tra l’altro, dell’Amministrazione Comunale di Pontelandolfo. L’appuntamento è per stasera, mercoledì 28 maggio, presso la sede dell’Istituto Comprensivo S’@mnium. Il programma prevede un assaggio di oli prodotti dalle aziende agricole locali, per celebrarne, alla fine del percorso, le avvolgenti note piccanti e fiorite, in due piatti tipici della tradizione agroalimentare del paese, rivisitati dallo chef Stefano Di Mella.

Gabriele Palladino

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