Morso di zecca, cosa si rischia

Morso di zecca, cosa si rischia e come comportarsi in caso di puntura

25 Marzo 2023
Con la primavera riprendono le passeggiate all’aria aperta. Ecco cosa fare in caso di morsi

Federico Garau

Immagine da Wikipedia

Salgono le temperature e, come ogni primavera, si ripropone il problema del morso di zecca, dato che le zecche quest’anno sono già uscite dal loro letargo grazie al clima mite.

Questi artropodi, appartenenti alla classe degli aracnidi, sono soliti attaccarsi ai nostri animali domestici per nutrirsi del loro sangue, essendo parassiti ematofagi obbligati. Le passeggiate all’aria aperta, incoraggiate dalle giornate di sole, potrebbero purtroppo comportare il rischio che i nostri amici a quattro zampe ritornino a casa con lo sgradito ospite.

Si tratta di un problema da non sottovalutare, perché la zecca non disdegna neppure il sangue umano.

Attenzione al morso della zecca

Generalmente il morso della zecca non è pericoloso per la nostra salute. Ciò non toglie che sia sbagliato sottovalutarlo, perché in certi casi può essere veicolo di malattie. Fra le infezioni conosciute ci sono l’encefalite, la malattia di Lyme e la babesiosi, che in Italia è piuttosto rara.

Essendo parassiti, le zecche si nutrono del sangue dei loro ospiti, infettandosi a loro volta se questi sono malati. Col prossimo morso, andranno poi a veicolare i patogeni alle nuove prede. Solitamente la zecca si insedia sulla testa, sul collo, sulle gambe e negli spazi interdigitali, zone in cui può restare ben attaccata. Trovato il tratto di pelle, la penetrano con il loro rostro, per poi suggere il sangue. Il morso è indolore grazie a una sostanza anestetica iniettata nello stesso momento, quindi a volte non è facile accorgersi di essere appena stati punti.

Dopo la puntura, però, l’area si gonfia e si arrossa, arrivando anche a causare eruzioni cutanee anche significative.

Malattia di Lyme, Tbe e babesiosi

Fra le patologie che possono essere contratte col morso di zecca, troviamo malattia di Lyme, meningoencefalite da zecche e babesiosi e anche altre. La prima è provocata da un’infezione da batteri Borrelia afzelii, Borrelia garinii, Borrelia mayonii e Borrelia burgdoferi, e i suoi prinicipali sintomi sono febbre, raffreddore, mal di testa. Nel casi più gravi, si può arrivare anche alla meningite. La Tbe, invece, è malattia virale acuta che interessa il sistema nervoso centrale ed esordisce con i classici sintomi influenzali. La situazione può poi aggravarsi, portando a encefalite e paralisi flaccida, con esiti anche letali.

La babesiosi avviene mediante la trasmissione di parassiti, le babesie, che colpiscono i globuli rossi. Spesso la situazione si risolve senza neppure presentare dei sintomi, ma nelle persone con sistema immunitario compromesso può risultare molto rischiosa.

Altre patologie collegate, sono la Ehrlichiosi e la febbre bottonosa.

Cosa fare in caso di morso

Nel caso in cui ci si accorga di avere una zecca attaccata, valgono i vecchi consigli, ossia non tentare di schiacciarla. In questo caso, infatti, rischieremmo di inocularci eventuali patogeni presenti nella zecca.

Il parassita deve essere estratto appena possibile, e con delicatezza, servendosi di pinze e alcool. Se il rostro dovesse restare inserito nella pelle, questo deve essere rimosso con un ago sterilizzato. A quel punto la zona deve essere ben disinfettata, e poi tenuta sotto osservazione per alcune settimane. In caso di dubbi, è sempre bene rivolgersi al medico.

Come evitare le zecche

In caso di passeggiate in luoghi aperti, si consiglia di indossare cappelli, maglie a maniche lunghe, pantaloni lunghi e scarpe chiuse. Bene anche non sostare troppo in zone con l’erba molto alta.

Utili anche i classici repellenti per insetti, a base di Deet e permetrina.

 

 

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