Contestato a Pontelandolfo un Sindaco di 120 anni fa

Articolo pubblicato dal quotidiano “ROMA” DEL 13/09/1980
Dibattito aperto su don Lorenzo Melchiorre sindaco di un altro secolo
Pontelandolfo / si faccia luce
sui «fatti d’arme» del 1861

Riceviamo da Pontelandolfo una nota di precisazione a firma di Di Mela e Lopez circa una polemica che da circa un ” mese sta sviluppandosi nel paese sannita a seguito di una rappresentazione teatrale su basi storiche sulla quale non tutti convengono. Pubblichiamo volentier
II giorno 27 agosto, sul quotidiano Roma, è apparsa una precisazione su Lorenzo Melchiorre, sindaco di Pontelandolfo all’epoca dei fatti d’arme del 1861. Il Nu¬cleo Ricerca Teatrale, mettendo in scena a Pontelandolfo il lavoro teatrale di Carlo Perugini «Agosto 1861 – Pontelandolfo: ultimo atto» ha inteso portare a cono¬scenza di tutti l’avvenimento storico sul massacro di Pontelandolfo da parte delle truppe piemontesi. È un episodio triste su cui è stato scritto moltissimo anche da scrittori come C. Alianello, F. Molfese, Nikolaj Dobrol¬júbov, L. Greco e A.Scotti.
Il Nucleo Ricerca Teatrale, che ha rappresentanto non la storia ma un lavoro costruito sulla base di dati storici, a questo punto poteva ritenersi soddisfatto del risultato ottenuto, anche perché la rappresentazione ha suscitato molti consensi e qualche critica. La precisazione su don Lorenzo Melchiorre, apparsa sul Roma, lascia alquanto perplessi perché, se è vero, come è vero, che egli fu sin¬daco di Pontelandolfo per circa I S anni, e cioè dal marzo 1855, significa che fu sindaco di parte borbonica.
Perche’ ritenne opportuno abbandonare quel governo per rifugiarsi nelle file dei piemontesi al momento della prospettata Unita’ d’Italia(tant’è vero che,si legge nella precisazione,fondò il Comitato Liberale Unitario di Pontelandolfo).
Questo cambiamento fu frutto di una evoluzione ideologica o un fatto di trasformismo politico?

Inoltre sappiamo che il Melchíorre abbandono il paese proprio alla vigilia dell’arrivo dei Piemontesi. Se egli, come riferisce ancora la precisazione, era per il governo piemontese, perché fuggì lasciando il paese senza guida, senza sostegno, senza protezione? E perché non si pro¬digò presso i suoi amici Piemontesi perché fosse evitato l’eccidio, il sacco, la distruzione del 14 agosto?

In un diario dell’epoca, scritto da Pistacchio, si legge, fra l’altro, che il Melchiorre, per ciò che aveva fatto, do¬veva essere fucilato. Ora ci si chiede cosa mai potesse aver fatto di così grave da rischiare la fucilazione è per giunta da parte dei suoi stessi amici Piemontesi?!

Nella monografia di Daniele Perugini su Pontelandolfo c’è forse la risposta a questi interrogativi.
Egli scrive testualmente: «…alcuni sciagurati ignoran¬ti, sperando di farsi un merito col nuovo governo, ed at¬teggiandosi colla divisa di liberali mentre mangiavano ancora la pagnotta largita loro dai borboni, ci dipinsero come avversi al nuovo governo…» (pag. 9). Emerge dunque don Lorenzo Melchiorre come figura discussa ed ambigua. Non potrebbero i Piemontesi aver avuto la stessa impressione? Per questi interrogativi non c’è una risposta precisa, perciò vorremmo capire come si sono svolti realmente i fatti del 1861, facendo luce sugli avvenimenti e sulle persone di quel periodo.

Per questo proponiamo un dibattito sui fatti dell’epoca aperto a tutti coloro che si sono interessati dell’avvenimento:a noi basterebbe conoscere la verita’,anche se questa dovesse smontare uno per uno tutti i nostri interrogativi o dovesse infrangere la facciata di lealta’ e perbenismo di alcuni personaggi locali…


LOCANDINA LUGLIO 1981

Articolo tratto da “il Messaggio d’oggi” del 23 Ottobre 1980
Contestato a Pontelandolfo un Sindaco di 120 anni fa

Tema di una recente ricerca il massacro della popolazione locale che si
trovò al centro della guerra combattuta tra i resti dell’esercito borbonico e le truppe piemontesi del generale Cialdini

Una ricerca teatrale “Pontelandolfo 1861”, rappresentata nella cittadina sannita in questa decorsa estate, è tornata su un an¬tico problema: la posizione assunta dal Sindaco di Pontelandolfo del 1861, appunto, Don Lorenzo Melchiorre, nella disputa tra esercito borbonico e trup¬pe piemontesi.
Sappiamo che la questione ha suscitato polemi¬che, ha dato luogo a dissensi, ha urtato suscetti¬bilità, specialmente per quanto si riferisce ai di¬scendenti del vecchio Sindaco… contestato.
Non abbiamo approfondito il problema, ma ci perviene ora una lettera inviata dall’attuale Sindaco di Pontelandolfo, rag. Giuseppe Perugini, al di¬scendente vivente del Sin¬daco dell’epoca nella qua¬le, ci pare opportunamen¬te, si fa il punto su una situazione che rimonta ad oltre un secolo fa.
Ci è gradito, pertanto, pubblicare la lettera che l’attuale Sindaco di Ponte¬landolfo ha inviato nei giorni scorsi al dott. Melchiorre, discendente dello ‘! antico Sindaco di Pontelandolfo.

Caro ed illustre dottore,
la lettera recentissima del Sindaco di Torino Diego Novelli che ci comunica – come Amm. Comunale – di aver interessato la Direzione del Teatro Stabile di Torino in relazione al¬la la ricerca teatrale Pontelandolfo 1861 mi dà l’oc¬casione per intervenire in una polemica riguardante, appunto, i fatti del 1861 e, più specificatamente, il ruolo mantenuto dal Sindaco dell’epoca.Ebbene, credo che non si sia mai voluto aprire un dibattito su don Lorenzo Melchiorre. Sarebbe stato un dibattito lontano, in¬comprensibile, astratto co¬me una disputa bizantina.
Tema della ricerca è stato e resta il massacro subito dalla popolazione di Pontelandolfo che, inerme, si trovò al centro di questioni ideologiche ed in mezzo ad una guerra vera¬mente cruenta, combattuta dai resti dell’esercito borbonico e le truppe pie¬montesi del generale Cialdini.
Si sostiene – e sono scrittori, storici e saggisti, – che don Lorenzo Melchiorre fece una scelta nel segno del Risorgimento e dell’unità d’Italia e fu una scelta motivata perchè la storia, il divenire, impone¬vano il processo di riuni¬ficazione politica della pe¬nisola; in tutto questo non possono esserci margini di dissenso e di polemica, e, comunque, nessuno ha mai pensato di provocare una conta astratta dei buoni e dei cattivi.
La ricerca voleva e vuo¬le far riemergere una vicenda intrisa di sangue e di distruzione sulla quale era caduto il silenzio del¬la storia ufficiale.
La storia rappresenta un valore immutabile e percìò immutabile è la dimensione del sacrificio di Pontelandolfo ed immutabile il ruolo mantenuto dalla famiglia Melchiorre nel corso dei tempi rispet¬to alla nostra comunità.
Un ruolo di direzìone e di servizio sempre positívo, un ruolo mai dimenticato e vivificato e rigenerato meravigliosamente con Lei, caro don Ferdi¬nando, che è ritornato in mezzo a noi, per gestire e valorizzare il complesso monumentale della Torre che è il cuore pulsante della nostra tradizione, della nostra cultura, dei nostro passato.

Don Lorenzo Melchiorre risplende in questo ritorno ed in questo impegno di civiltà e d’amore; la figu¬ra del parroco don Epifanio De Gregorio (altro protagonista di quei giorni di tormenta e di lutti) rivivrà per le pagine di un saggio Storico autore il nipote prof. Narciso, di imminente pubblicazione; il sacrificio della gente, della popolazione, degli anonimi di Pontelandolfo speriamo possa essere ricordato ed ‘ esaltato, per la iniziativa i del Sindaco di Torino nella capitale stessa del Regno di Piemonte e di Sar¬degna da dove partì – come fatto politico e militare – la conquista del Sud. Cordialmente.

Pinuccio Perugini
3 luglio 1981 gruppo ricerca teatrale