“La Collina delle Ginestre” un libro, due lingue

108 • Maremma Magazine • Agosto 2025

“La Collina delle Ginestre” un libro, due lingue, una verità taciuta: l’eccidio del 1861 di Pontelandolfo e Casalduni

E’ uscito per Laurum Editrice il libro “La Collina delle Ginestre”, romanzo storico in forma di sceneggiatura firmato da Mario Fraschetti e Gianmarco Serra, che racconta – attraverso un viaggio tra Italia e Stati Uniti – l’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni del 1861, episodio tragico e poco conosciuto della storia postunitaria

DI CORRADO BARONTINI

‘L’editrice Laurum di Pitigliano ha pubblicato recentemente
“La Collina delle Ginestre” un romanzo storico in forma di sceneggiatura.
Gli autori sono Mario Fraschetti (registra teatrale e scrittore) e Gianmarco
Serra (sceneggiatore e regista).
Mario Fraschetti da oltre cinquant’anni vive a Grosseto dove ha messo in piedi un “Centro per la ricerca espressiva” che nel tempo si è trasformato nel
Teatro Studio: un’esperienza legata alla Maremma che ha realizzato progetti culturali di teatro e di ricerca antropologica.
Con la propria presenza attiva nel territorio maremmano, ha sviluppato una particolare tecnica di training dell’attore dando luogo ad un metodo di lavoro che mette al centro la persona, il soggetto recitante, con la finalità di far emergere le potenzialità espressive di ciascuno.
Il “Teatro Studio” ha spesso presentato i propri lavori in aree sceniche naturali, in luoghi poco noti che hanno finito per valorizzare anche le bellezze della Maremma.
La collaborazione con alcune università internazionali quali quelle di Parigi e Berlino, Toulouse, Hannover, Il Cairo o l’Università Cattolica di Milano, oltre che il costante lavoro con le scuole del territorio maremmano, hanno consentito a Fraschetti e al suo gruppo di farsi conoscere ed apprezzare dal pubblico grossetano in tantissime occasioni. Ha messo in scena varie azioni teatrali, dando luogo ad un ampio repertorio di rappresentazioni per bambini, spettacoli di attualità sociale ed ha messo in programma varie tragedie del teatro classico Greco. Nel contempo ha valorizzato opere di scrittori popolari maremmani come “Li sposi di san Bisognino” (scritta da Morbello Vergari) che venne realizzata nel 2010 con varie repliche o le opere della scrittrice scansanese Luciana Bellini.
In questo suo recente lavoro, scritto in collaborazione con Gianmarco Serra, ha dato forma di sceneggiatura cinematografica ad un episodio pressoché sconosciuto che ci riporta agli anni dell’Unità d’Italia. Si tratta di un viaggio emozionante tra Italia e Stati Uniti, attraverso la storia di Connie, un’artista alla ricerca delle sue radici dalle quali riemergono i tragici eventi dell’eccidio di Pontelandolfo e Casalduni del 1861, un capitolo oscuro della storia italiana.

«Proprio nel 1861 – scrive Mario Fraschetti nell’Introduzione – il paese si trovò al centro di un’area particolarmente turbolenta in cui imperversavano bande di persone che per differenti ragioni contrastavano il processo di Unità appena sancito e che furono definiti Briganti. Proprio nell’ambito delle azioni di repressione scatenate dal nuovo esercito italiano, trovarono la morte per una azione vendicativa un numero ancora imprecisato di persone innocenti (sicuramente più di mille)”.
Soltanto nel 2011 questo episodio drammatico ha avuto le scuse dello Stato Italiano dal presidente della Repubblica, consegnate al sindaco del paese da Giuliano Amato (Presidente per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia).
Tra murale, teatro e realtà virtuale, il libro esplora temi universali come identità, giustizia e resilienza, mentre i personaggi si intrecciano in un racconto che è insieme storico, emotivo e profondamente umano. Un’opera che commuove e fa riflettere sulla conservazione della memoria collettiva.
Il libro, realizzato con la traduzione dall’italiano all’inglese, ha una particolarissima veste editoriale che consente di avere due libri in uno semplicemente girando le due copertine (avanti e retro) dove la versione inglese assume il titolo
“The hill of the yellow flowering broom”
Uno dei temi del libro tocca i legami familiari di coloro che emigrarono, per ragioni di lavoro, in momenti diversi negli Stati Uniti (in particolare a Waterbury) città industriale del Connecticut.
I discendenti di quegli emigranti si sono moltiplicati divenendo attualmente
oltre quattordicimila.
Si tratta di una comunità che ha cercato di mantenere i vincoli sentimentali con le proprie origini e con le tradizioni della terra di provenienza che tuttora conservano anche nelle loro espressioni dialettali.
La pubblicazione è quindi un romanzo storico che porta in scena uno dei tanti efferati eventi criminosi avvenuti a danno di persone inermi fra cui anziani, donne e bambini, e fa conoscere un lato oscuro del “Risorgimento”.
. Nonostante siano passati oltre 150 anni, nei testi scolastici non c’è traccia di queste atroci realtà storiche.
Un testo dunque che contribuisce a non far dimenticare la verità che i libri non sempre raccontano.